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Ubicata sul bordo di una catena montuosa e nei margini del fiume Guadalquivir, Cordova è, senza dubbi, una delle città più emblematiche dell'Andalusia.
La "fior di Spagna" come scrisse suo dichiarato figlio prediletto,
Góngora, è una città sugerente, viva, piena di colori non solo per la
sua eredità millenaria ma anche per il suo moderno sviluppo.
Il cuore di Cordova fu dichiarato Patrimonio
dell'Umanità nel 1994 e comprende i paraggi della Moschea, estendendosi
verso il sud fino al bordo opposto al Guadalquivir includendo il ponte romano e La Calahorra; verso l'est fino alla strada di San Fernando; verso il nord i limiti del centro commerciale e verso l'ovest fino all’Alcazar de los Reyes ed il quartiere di San Basilio.
Gioielli architettonici come la famosa moschea-cattedrale, ispirata nella Moschea di Damasco e costruita tra i secoli VIII e X sulla base di una basilica visigota dedicata a San Vicente, dichiarata Patrimonio dell'Umanità nell’anno 1984, l’Alcazar de los Reyes Católicos,
la particolare sinagoga o le sorprendenti rovine di Medina Azahara non
richiedono alcuna presentazione, poiché sono universalmente conosciute
e visitate.
Inoltre, la città è anche una complessa impalcatura di stradine della Cordova antica,
uno stretto miscuglio di radici urbanistiche romane, arabe, ebree e
cristiane, con quelle caratteristiche immagini di pareti bianche in
contrasto col rosso dei gerani nei suoi vasi, con le piccole e raccolte
piazze, coi reconditi d’angoli che tanto bene definì Machado come "la
Cordova silenziosa."
La cucina cordovana è basata nella cucina dell’olio e nella cucina
dei profumi, in definitiva, nella cucina mediterranea. L'influenza
araba si traduce nella preferenza per i miscugli agrodolci, l'impiego
delle mandorle, dei pinoli e delle uvette negli stufati di carni e
verdure. Gli ebrei lasciarono qualche piatto specifico, come lo stufato
di fave secche con melanzane, il gazpacho bianco di farina di fave e,
soprattutto, alcune abitudini caratteristiche nella cucina.
Uno dei principali protagonisti della cucina cordovana è il gazpacho
e le sue diverse manifestazioni come il gazpacho di mandarle, che si
degusta con pezzi di mela e di uvette, o il salmoriglio (salmorejo) che
viene ad essere la stessa cosa che la crema di Gazpacho ma senza acqua
aggiunta. Si mangia con pezzi di prosciutto e di uovo sodo.
Anche la conquista cristiana influì nella cucina cordovana in quanto
all'impiego della carne e le sue diverse forme di preparazione. |